Archivio tag: tolkien

Vanni Santoni

La stanza profonda

Laterza
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La realtà irrompe, frantuma le finestre, come nell’inverso di un’esplosione, come in un incantesimo ‘Implosione’, lista aeromanzia, decimo livello. Una bolla di vuoto che risucchia ogni cosa.

 
Giochi di ruolo, mondi immaginari, serate nella “stanza profonda”, avventure ai confini dei luoghi e del tempo. “Dungeons & Dragons” è lo strumento, il punto di partenza. La guida è il master, lo stesso, da sempre. Le schede-gioco e le scelte dei giocatori definiscono la trama. Il punto d’arrivo non vede vincitori né vinti. E’ il piacere del gioco fine a se stesso, un rito, l’evasione. Fuori dalla “stanza profonda” il mondo reale intanto va avanti, inesorabilmente, di venti anni. Le vite del gruppo di amici si avvicinano e si allontanano, si ritrovano e subiscono il tempo che passa. I protagonisti del gioco – ed anche il lettore – arrivano a chiedersi se sia davvero una scelta sensata dare più peso alle cose reali rispetto a quelle immaginarie.
Un bel libro, candidato al Premio Strega. Uno stile di narrazione ricercato e visionario. Un “must” per gli amanti dei giochi di ruolo.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Manuali di Dungeons & Dragons – Opac RBBC
Il signore degli anelli – J. R. R. Tolkien
The dome – Stephen King

e vedi anche Stranger Things – Matt e Ross Duffer
Game of thrones Trono di spade – serie televisiva
Big Bang Theory – serie televisiva

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Motorhead

Ace of Spades

Bronze Records, 1980
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You know I’m born to lose
and gamblin’s for fools,
but that’s the way I like it, baby,
I don’t wanna live forever…
And don’t forget the joker!

Ci sono picche e picche.
Ad esempio, c’è il due di picche che, ahinoi, abbiamo tutti ricevuto almeno una volta.
E poi c’è l’asso di picche, Ace of Spades, album quintessenza dei Motorhead.
Classica la formazione: batteria sotto le sapienti bacchette di Phil “Philthy Animal” “Philthy Phil” Taylor, chitarra accarezzata da Edward “Fast” “Eddie” Clarke e dulcis in fundo basso e voce di Ian “Lemmy” Fraser Kilmister.
Voce che resterà scolpita nelle nostre orecchie per sempre.
Il titolo del disco è preso dalla traccia omonima: 2’e 49” di musica e parole diventati leggenda, incarnazione generazionale, splendidamente folle, di moltitudini di metallari e non.
Con altri due lavori della band inglese, Overkill e Bomber, Ace of Spades può essere considerato la base della NWOBHM con i suoi riff di chitarra impetuosi, melodie spiazzanti e travolgenti.
Lemmy, nel libro autobiografico La sottile linea bianca, dice: “Le canzoni di Ace Of Spades sono considerate dei classici dai fan dei Motörhead e, devo dire, sono davvero eccellenti. Ci divertimmo un sacco ad inciderle. Erano bei tempi; eravamo giovani e vincenti e ci credevamo davvero”.
Noi ci crediamo ancora.
Note come pugni che accarezzano i timpani, pugni gentili diventati dei classici.

Ascolta tre brani dell’album:
Ace Of Spades, (We Are) The Road Crew, The Chase Is Better Than the Catch

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Motorhead
Tool – Lateralus
Amon Amarth – Deceiver of the Gods

… e leggi anche:
La sottile linea bianca : autobiografia – Lemmy Kilmister (con Janiss Garza)
Io sono Ozzy – Ozzy Osbourne (con Chris Ayres)
Tolkien rocks : viaggio musicale nella Terra di Mezzo – Fabrizio Giosuè

… e guarda anche:
Richard Linklater – The School of Rock
Richard Curtis – I Love Radio Rock
Suroosh Alvi & Eddy Moretti – Heavy Metal in Baghdad

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