Archivio tag: tom petty

Nude Beach

77

Don Giovanni Records, 2014
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Aprite la confezione del nuovo disco dei Nude Beach da New York – Chuck Betz, Jim Shelton, Ryan Naideau – e vi trovate per le mani un piccolo poster (questo, e vediamo chi riconoscete) che è come una parata: al centro Elvis, in grande, e tutt’intorno un’infinità di volti più o meno noti dell’iconografia pop.
Pure questo album è un’icona, sin dal titolo 77 – come il primo dei Talking Heads, come l’anno che segna uno snodo chiave per il rock’n'roll – ed è una corposa raccolta di brani formidabili, power-pop ora sfrenato ed elettrico, ora raccolto e pensieroso. Una vera festa per chiunque abbia a cuore le melodie eterne dei Big Star e del giovane Tom Petty.
La magia di 77 sta nel prendere come riferimento quelle icone del passato e farle suonare vive e accese come quasi mai prima. Musica tanto bella che viene il magone a pensare a tutte quelle anime tristi che chiuderanno l’anno senza aver ballato mai una volta cose stellari come Yesterday, Can’t Get Enough, I Can’t Keep The Tears From Falling o I Found Out; senza aver mai sentito tra i capelli il vento di Used To It, See My Way e Geoffrey’s Tune; senza essersi mai stretti a qualcuno mentre lo stereo suonava Yesterday, It’s So Hard o If We Only Had The Time.
Voi non fate lo stesso errore, perché questo 77 è una di quelle esperienze che rendono la vita una cosa bella da sentire.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
September Gurls – Big Star
Even The Losers – Tom Petty & The Heartbreakers
Sparky’s Dream – Teenage Fanclub
Gun – Uncle Tupelo

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Ex Hex

Rips

Merge, 2014
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Un po’ di storia, per cominciare. E quella della cantante e chitarrista Mary Timony comincia da lontano, nella Washington gloriosa degli anni Novanta, con Autoclave e Helium, e prosegue in un decennio successivo costellato di lavori solisti e parecchi altri progetti.
Ex Hex è la sua ultima trovata, una band nuova di zecca con Betsy Right e Laura Harris, arrivata in queste settimane alla pubblicazione di un primo album che sta raccogliendo consensi praticamente ovunque.
Se vi è capitato di vedere al cinema Super 8, uno dei più divertenti summer-movie di questi anni, di sicuro ricorderete le scene notturne in cui i ragazzini si ritrovano per girare un film. A dare un suono a quelle immagini, ambientate nel 1979, ci pensano le fantastiche canzoni pop di Cars e Knack.
Ecco, Rips è quella cosa lì: anni Settanta e spirito ragazzino, melodie power-pop e chitarre sparate, in dodici canzoni micidiali, che non sbagliano un ritornello e tirano in ballo Runaways e Tom Petty, Chrissie Hynde e Joan Jett. Inutile citare le migliori – se obbligati, diremmo Don’t Wanna Lose, Beast, How You Got That Girl e New Kid: qui tutto è perfetto e spettinato al punto giusto, per un disco che sballa e si balla senza sosta. Perfetto per l’estate e destinato a infiammare l’inverno.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Cherry Bomb – The Runaways
Even The Losers – Tom Petty & The Heartbreakers
Bye-bye Love – The Cars
Bad Reputation/I Love Rock’n'Roll – Joan Jett & Foo Fighters

… e guarda anche
Super 8 – J.J.Abrams
La vita è un sogno – Richard Linklater
Kick-Ass – Matthew Vaughn

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The War On Drugs

Lost In The Dream

Secretly Canadian, 2014
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Wide awake
I rearrange the way I listen in the dark
dreaming of starting up again

Terzo album per i War On Drugs di Adam Granduciel, dopo il meraviglioso (e sottovalutato) esordio Wagonwheel Blues – che vantava anche la chitarra di Kurt Vile – e un seguito un poco sotto le aspettative, Lost In The Dream è il ritorno in grande stile di uno dei più dotati autori degli ultimi tempi.
Come un lungo viaggio – la durata media dei brani si aggira intorno ai sei minuti – con i pensieri a rannuvolare strade polverose e deserte, le dieci gemme di Lost In The Dream sono un sogno a occhi aperti, via del tutto contemporanea al modo d’intendere il songwriting e la canzone americana.
L’eco di grandi classici come Bruce Springsteen o Tom Petty è marcatissima, particolarmente nel dolce timbro vocale di Granduciel e nei raffinati intrecci elettroacustici; eppure gli arrangiamenti e la registrazione contribuiscono a donare atmosfere liquide e una qualità eterea a un genere solitamente molto terreno, sostenute da un incessante battito sintetico.
Che si voli alto, quasi in velocità, come nel singolo Red Eyes, in An Ocean Between The Waves o nella strepitosa Burning, o ci si quieti come davanti a un tramonto – e succede nelle scintillanti malinconie di Suffering e dell’accoppiata conclusiva Lost In The Dream/In Reverse – le melodie sono sempre memorabili e sfuggenti, ampie ed emozionanti.
Disco fascinosissimo e misterioso, senza un momento sottotono, tra i più belli ascoltati quest’anno.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
King’s Highway – Tom Petty & The Heartbreakers
I’m On Fire – Bruce Springsteen
Wakin’ On a Pretty Day – Kurt Vile

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Green Like July

Build a Fire

La Tempesta, 2013
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I need no nightmares in my mind
I need no spiders I need no time
I’m moving to the city
I say farewell to all the friends of mine

Alla fine, la cosa che emerge con più forza da Build A Fire, terzo album dei Green Like July, sono i colori. I colori sgargianti del falò di carta immaginato dall’illustratrice Olimpia Zagnoli per la bellissima copertina, così come quelli del videoclip di Moving To The City e di altre otto canzoni che, in poco più di mezz’ora, regalano gioiose malinconie folk-pop, fresche come i tramonti di una primavera che si fa estate.
Moving To The City, subito: la voce impeccabile ed elegante di Andrea Poggio, songwriter con l’America nel cuore, il fragrante impasto di accordi elettroacustici e l’arrangiamento solare curato con Enrico Gabrielli (che ci mette anche clarinetto basso, wurlitzer, piano e timpani) offrono in apertura una melodia pop di quelle che non si dimenticano, da ballare felici dicendo addio agli amici per un nuovo inizio.
E poi: Borrowed Time, zucchero filato pop-rock pigro come il giorno di cui racconta, e A Well Welcomed Change, con il gusto lieve della celesta e del mellotron a tessere una dolce trapunta di stelle per un altro pezzo bellissimo; le dolcezze gemelle di An Ordinary Friend, Johnny Thunders e Tonight’s The Night e il tenero danzare di Agatha Of Sicily. Infine, il soffuso accomiatarsi di Robert Marvin Calthorpe, che davvero sembra arrivare troppo presto a spezzare l’incantesimo.
Registrato a Omaha nel corso di un mese, Build A Fire porta in Italia l’incanto di una musica senza tempo, con una classe che non teme di saltare steccati e confini per costruire una bella emozione.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Chinese Translation – M. Ward
Here Comes a City – The Go-Betweens
Time To Move On – Tom Petty
Piazza, New York Catcher – Belle & Sebastian

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Bruce Springsteen

The River

Sony, 1980
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That’s why I’ll keep searching till I find my special one

Queste non sono canzoni, semplici canzoni da quattro minuti; sono romanzi, film, intere esistenze racchiuse in magie rauche e sussurrate, rabbiose e sognanti.
The River è forse il più grande capolavoro del Boss e una sequenza di venti classici che si succedono senza che ci sia tempo di prender fiato: è il rock’n'roll scalmanato da urlare in faccia al dolore, alla provincia, ai giorni sempre uguali; sono gli anni ’50 ubriachi di sogni a occhi aperti, balli scolastici e cuori palpitanti, ballate d’asfalto, di amori infranti o di quelli che ogni volta è la prima; è un saluto all’adolescenza con le lacrime agli occhi.
Per questo le parole in musica di The Ties That Bind, Sherry Darling, Drive All Night, Independence Day, Out In The Street, Point Blank, Hungry Heart potrebbero essere le vostre vite; e vale la pena di viverle per ascoltarle.
 
Ascolta quattro brani tratti dall’album
The River, Hungry Heart, Drive All Night, Out In The Street
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Patti Smith – Gloria
Dream Syndicate – Merrittville
Tom Petty & The Heartbreakers – American Girl
 
Scaricatelo gratis e legalmente da MediaLibraryOnLine e, se non sapete di cosa stiamo parlando, correte nella biblioteca più vicina a casa vostra per scoprirlo!

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