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Natale a New York: il Rockefeller Center e il suo albero che illumina Manhattan

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Il Rockefeller Center è un gruppo di edifici commerciali situato nel cuore di Manhattan ( New York), che si affaccia sulla Fifth Avenue e a pochi passi da Central Park. È uno dei più grandi complessi privati al mondo.

I lavori di costruzione sono iniziati nel maggio 1930, grazie al magnate petrolifero John D. Rockefeller Jr. il quale, ha avuto l’idea di edificare un nuovo complesso di edifici nel cuore della città. Il progetto è stato finanziato interamente dalla famiglia Rockefeller ed è stato portato a termine nel 1939; contava 14 edifici in stile Art Deco. Tra gli anni ’60 e ’70 sono state aggiunte altre quattro torri nella zona ovest, lungo la Sixth Avenue. Durante gli anni si sono susseguiti diversi proprietari, attualmente il complesso appartiene alla Tishman Speyer Propertie, L.P. la quale lo ha acquistato nel 2000 per 1,85 miliardi di dollari. Tra gli edifici, i due più celebri sono il Radio City Music Hall e il GE Building.

L’accensione dell’albero di Natale del Rockefeller Center è uno degli eventi più importanti che si svolgono ogni anno in città. Quest’anno l’albero è stato illuminato il 2 dicembre, per coloro che vogliono vederlo sarà nella Rockefeller Plaza fino alle 21.00 del 9 gennaio 2016.

Da oltre settantanni l’albero del Rockefeller è il simbolo del Natale newyorkese. Ancora prima della costruzione del complesso, durante il periodo della grande depressione, i lavoratori del cantiere avevano posto qui un albero di Natale, utilizzato come punto di ritrovo dove ritirare lo stipendio. La piazza si è poi trasformata in punto di incontro per i newyorkesi e per i turisti i quali giungono da ogni parte del mondo per vedere le sue luminarie. Più di mezzo milione di persone passa ogni giorno per la piazza, rendendo il Rockefeller Center l’epicentro delle feste natalizie nella Grande Mela.

Per maggiori informazioni sui vari edifici e sugli eventi correlati visita il sito.

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Mirko Volpi

Oceano padano

Laterza, 2015
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 A differenza dei Territori del Sud e delle Zone Montuose, sull’Oceano Padano la vita risulta invariabilmente scandita nel suo ordine piu’ naturale. E si susseguono ancora, ben distinte e solidamente caratterizzate, le quattro stagioni: afa, desolazione fredda, gelo, desolazione tiepida.

La vita in un paesino di mille abitanti sperduto nella campagna cremasca (30 km da Milano, 50 da Cremona) non è propriamente divertente. La noia e la staticità sembrano pervadere ogni cosa. Il ritmo ripetitivo della natura, il susseguirsi immutabile delle stagioni, l’atavica imperturbabilità delle genti paiono svuotare di ogni entusiasmo ed iniziativa gli abitanti di questo angolo di mondo.
Ogni elemento di novità, ogni gesto intraprendente viene guardato con sospetto e diffidenza: prevale l’istinto immediato alla normalizzazione, al torpore emotivo.

Sarebbe tuttavia riduttivo limitarsi a cogliere questo aspetto nel piacevolissimo libro di Mirko Volpi, pervaso invece anche di intelligente e misurata ironia e di un profondo amore per la terra e le tradizioni, che traspare in ogni pagina.

Chi abita queste zone (o comunque la Pianura Padana) apprezzerà “Oceano padano” perché rivedrà nei racconti e nei personaggi i caratteri tipici della propria comunità. Si lascerà trasportare idealmente nelle delicate – a tratti poetiche – descrizioni dei paesaggi e dei mestieri legati all’agricoltura.

Chi è invece distante per esperienza di vita da questa realtà, potrà gettare uno sguardo, spassoso e partecipe, alla piccola comunità lombarda, trascorrendo qualche ora di piacevole relax e garantito divertimento, di qualità.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche Il diario di Mirko V. – Mirko Volpi
ed ascolta anche l’Intervista a Mirko Volpi su Radio24

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