Archivio tag: Tre Allegri Ragazzi Morti

Zen Circus

Il fuoco in una stanza

La Tempesta Dischi, Woodworm, 2018
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Non trovo gli accordi e neanche le parole Il tempo viaggia sempre e solo in una direzione Mentre in quella opposta trovi solo le macerie I vecchi lo san bene, lì è meglio non andare

Gli Zen Circus sono una band toscana molto acclamati sulla scena dell’indie-rock italiano ormai da parecchio tempo. “Il fuoco in una stanza” è il decimo album degli Zen Circus, pubblicato lo scorso marzo 2018 e Il cantante Andrea Appino è un fiume in piena pronto a raccontarci, come sempre, tantissime storie ironiche, amare e sempre molto reali.  Non manca una certa innovazione rispetto ai dischi precedenti e delle sonorità nuove e sperimentali.

Il disco è composto da 13 tracce che raccontano dei rapporti umani, in particolare dei legami e conflitti familiari.
Il pezzo in apertura all’album è “Catene”; un brano introspettivo che parla delle catene che ci bloccano e imprigionano nella vita e nei rapporti con gli altri.
Un brano malinconico e dal retrogusto dolce e amaro è invece “La stagione” dove  la calda voce di Appino canta narra come affrontare alcune difficoltà tipiche del mondo dei giovani. “Il fuoco in una stanza,” quinta traccia che dà il nome all’album (in contrapposizione in maniera piuttosto evidente al “Cielo in un stanza” di Gino Paoli), è una ballata romantica, la cui sonorità rimanda un po’ a “L’anima non conta”, traccia contenuta nel disco precedente.
Si continua l’ascolto del disco soffermandoci su “Low cost ” traccia forte, veloce e dal ritmo trascinante, dove un Appino sempre più arrabbiato ci urla frustrazione, paura, sofferenza e amore. Non manca però anche dolcezza e l’intimità come in “Caro Luca” dedicata ad un vecchio amico, e il pezzo decisamente anni ’60, “Il mondo come lo vorrei” dal sapore retrò.
Le tracce rimanenti sono tutte imbevute di malinconia agrodolce, realismo, racconti di vita, fragilità umane e critica sociale, tutte tematiche da sempre care a questa immensa band, ormai simbolo dell’indie-rock italiano.

Se ti è piaciuto ascolta anche:
L’equilibrista – Marta Sui Tubi
Vent’anni – Zen Circus & Brian Ritchie
Alle anime perse – Tre allegri ragazzi morti

leggi anche:
Quando siete felici, fateci caso - Kurt Vonnegut
Tutte le famiglie sono psicotiche - Douglas Coupland
Una cosa divertente che non farò mai più – David Foster Wallace

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Luca Vanzella, Giopota

Un anno senza te

BAO Publishing, 2017
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 L’emofene è come un fischio continuo. O meglio, una nota costante di fondo, ma è un sentimento. Un sentimento che è lì, sotto tutte le altre emozioni, ma che a volte, nel silenzio della noia, in una pausa di contemplazione, tra le sincopi della vita quotidiana, ecco che torna a farsi sentire. Emofene è qualcosa di distante e lontano che non puoi dimenticare. Tu sei il mio emofene.

Antonio, il protagonista della graphic novel della Bao Publishing, è uno studente universitario che vive a Bologna, dove frequenta la facoltà di Storia Medioevale: è appena stato lasciato da Tancredi, dopo una relazione durata pochi mesi, ma abbastanza per spezzargli il cuore. “Un anno senza te” ci racconta i dodici lunghi mesi dopo la rottura con Tancredi, in cui Antonio deve affrontare disperazione, rabbia, insicurezza sostenuto da amici e coinquilini che cercheranno in tutti i modi di risvegliarlo dal suo stato di abbandono e apatia spingendolo verso nuove avventure. Mesi tormentati per crescere e imparare a lasciarsi il passato alle spalle e non restare aggrappato alla nostalgia del ricordo di chi, ormai, è solo un passato pronto a diventare remoto. Lo scenario che appare tavola dopo tavola è quello di una Bologna riconoscibilissima nella sua architettura, ma arricchita di elementi surreali e magici: nevicate improbabili di teneri conigli bianchi, fari che regolano il flusso di dirigibili volanti e feste di capodanno non convenzionali.
Antonio combatte i propri demoni, ed elaborare il vuoto lasciato da Tancredi, con i suoi tempi e a piccoli passi, cercando di guardare al futuro prossimo portando a termine la tesi di laurea e cercando di capire il suo posto nel mondo.

Questa storia si rivolge a tutte le persone che sono state scottate dalla fine di una relazione (qualunque sia) e che hanno ceduto alla malinconia degli amori persi più del previsto, ma che alla fine si sono rialzati.

Luca Vanzella e Giopota con questa dolce-amara graphic novel ci coccolano quando siamo tristi e ci accompagnano nelle nostre piccole grandi storie d’amore che finiscono, o che non abbiamo dimenticato ancora.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche Il blu è un colore caldo di Julie Maroh

Ascolta anche La mia vita senza te – Tre allegri ragazzi morti

e guarda anche La vita di Adèle di Abdellatif Kechiche

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Roman Dirge

Lenore, Piccole Ossa

2007, Elliot, 196 p.
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 Ognuno di noi ha un lato oscuro: sono molto felice che il mio si sia materializzato nelle vesti di un’adorabile ragazzina morta! (Roman Dirge)

Lenore è la deliziosa bambina zombie creata nel 1997 dalla fantasia eclettica dell’illusionista Roman Dirge. Il fumetto riesce ad essere gotico ed insieme divertente, macabro senza mai essere diabolico: con Lenore si fa sempre una brutta fine, ma lei sembra esserne del tutto inconsapevole.

Oltre alla piccola Lenore, il cui nome è ispirato ad Edgar Allan Poe,il fumetto di Dirge è costellato da personaggi esilaranti. Gli amici che accompagnano le sue avventure sono un misto di gotico e assurdo: Ragamuffin un feroce vampiro che per punizione è stato trasformato in un pupazzo di pezza così che le sue zanne morbide non possano più mordere nessuno; il vicino di casa Taxidermy  che ha la testa di un cervo impagliato ed è sempre accompagnato da uno strano animaletto chiamato Malakai, Mr. Gosh che ha per Lenore un amore romantico, ossessivo e non corrisposto, Pooty Applewater un piccolo demone mandato dall’Oltretomba per riportare Lenore tra i morti, e tanti altri.

Sito ufficiale

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Roman Dirge, Lenore-Piccole ossa crescono
Roman Dirge, Lenore-Ossa e frattaglie
Roman Dirge, Lenore Ossa frullate
Edgar Allan Poe, Il corvo

E guarda anche:
Tim Burton, La sposa cadavere

E Ascolta anche:
Tre allegri ragazzi morti, Nel giardino dei fantasmi
The Cranberries, Zombie

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Davide Toffolo

Cinque Allegri Ragazzi Morti

Coconino Press, 2011
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Eccitante, fratello, fuoco vero, in questo mondo di plastica. Cosa c’è di più vero del fuoco?

“Cercate di non perdervi…”
“Non siamo già ragazzi persi?

Per esempio impari che ci sono modi diversi di nascere.

Sleepy il dormiente, Sumo che ha sempre fame, Gianni Boy leader e osannato dalle ragazze, Mario l’emozionale e Vasco senza paura: sono questi i Cinque Allegri Ragazzi Morti.
Antefatto: i cinque formano una cricca affiatata e ben assortita, che a volte si spinge troppo in la con gli scherzi. E con Lidia, nuova compagna di classe e simil-strega, si passa oltre la soglia: lei vuole vendicarsi.
Una parola: incidente.
E i cinque si ritrovano tramutati in zombie.
La loro nuova “vita” ha regole semplici e quindi complicate: lasciar stare i vivi e non interferire con i loro affari, nutrirsi di carne umana… e non innamorarsi. Mai.
“Cosa vuol dire innamorarsi?” chiede agli altri uno dei cinque “Trovare un odore compatibile, sentire lo stomaco aggrovigliarsi? Comunque neanche quando ero vivo sapevo distinguere il vero amore dal resto”.
Si diceva: la loro nuova vita è si un viaggio on the road, ma è soprattutto un viaggio di iniziazione. È già un’odissea sopportare la crescita della vita, figuriamoci quando si è passati oltre: un mondo a parte, dove tu sei l’alieno e fai domande alle quali non si sa chi darà risposta e quando.
Questa graphic novel è una delle punte più alte del lavoro di Davide Toffolo: da qui si è originato il gruppo rock (e non solo) dei Tre allegri ragazzi morti.
Una graphic novel senza un protagonista definito, ma con una sequenza narrativa divisa in due… a ben vedere non sono molto dissimili, l’aldiqua e l’aldilà: governati entrambi da contrasti, da solitudini, amori veri e falsi… parrebbe un unico mondo, visto da parti opposte.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Graphic novel is dead – Davide Toffolo
Quando tutto diventò blu – Alessandro Baronciani
Blankets – CraigThompson 

… e ascolta anche
Nel giardino dei fantasmi – Tre Allegri Ragazzi Morti
Gorillaz – Clint Eastwood

… e guarda anche
Cinque Allegri Ragazzi Morti: il musical
The Walking Dead – Frank Darabont

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Tre Allegri Ragazzi Morti

Nel Giardino dei Fantasmi

La Tempesta, 2012
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dimmi che cos’è
che fa la vita storta
che ti fa camminare sul lato sbagliato della via di casa
dimmi che cos’è
che ti fa differente
che ti fa dubitar delle storie che senti dentro alle canzoni

Ci sono gruppi che suonano musica calda a dispetto del loro freddo nome.
È il caso dei Tre Allegri Ragazzi Morti: sanno comporre esattamente quello che serve, ponderando attentamente ritmica e testi, come in telepatia con i tempi magri di sentimenti e grassi di crisi. Fotografie flashate di contraccolpi in cui si rimane imprigionati volentieri per tutta la durata del disco, attorniati da dissonanti solarità dal sapore tagliente e spiritoso.
I TARM (ovvero Luca Masseroni, Enrico Molteni, Davide Toffolo) ricamato un album all’apparenza non eclatante, ma che in realtà nasconde influenze sonore dal mondo – sentiamo i suoni del cajon, dell’ukulele o del balafon – e, soprattutto, discorre con malinconia e spensieratezza della vita e del tempo, senza tante smancerie e concentrandosi al sodo.
È il caso ad esempio del brano La mia vita senza te, forse il brano più bello e sentito di tutto il lavoro: una riflessione sull’essere-non-essere, sulla mancanza di chi o cosa si riteneva essenziale. Rassicura come una pacca sulla spalla, eppure dice anche di stare all’erta.
In definitiva Nel Giardino Dei Fantasmi è uno sguardo ben costruito sulla metafora che ognuno di noi fa della vita.
E del suo velo di speranza appeso in un precario equilibrio.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
La mia vita senza te, La via di casa, Di cosa parla veramente una canzone?

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Tre Allegri Ragazzi Morti – La Seconda Rivoluzione Sessuale
Verdena – Wow
Sabba & Gli Incensurabili – Nessuno si senta offeso

… e leggi anche
Cinque allegri ragazzi morti – Davide Toffolo

… e guarda anche
Amori elementari – Sergio Basso

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