Archivio tag: Tunué

Giorgio Salati e Christian Corna

Brina e la Banda del Sole Felino

Tunuè, 2017
avatar

Postato da
il

Le stelle sono tornate a brillare negli occhi di Brina. Ora si sente una vera gatta. Ha capito a cosa servono le vibrisse. E l’olfatto sviluppato. A cosa servono gli occhi che vedono nel buio. E a cosa servono istinto, sensi e riflessi da tigre.
Servono a ritrovare chi ci ama.

Di fronte alle pagine fitte di un romanzo, l’occhio istintivamente si posiziona sulla riga successiva, bramoso quanto il lettore di vedere cosa accade di lì a poco: e le parole si susseguono quasi senza pause.
Una graphic novel invece – quando ben realizzata – si presta meravigliosamente a veicolare pensieri e riflessioni profonde: poche parole, ricercate, e disegni che ne arricchiscono l’impatto. Una bella formula, che consente di rallentare i tempi di lettura, lasciando sedimentare considerazioni ed emozioni.

Proprio questo accade leggendo “Brina e la Banda del Sole Felino”. Vi si racconta di una gattina domestica, che scappa di casa durante una vacanza con i padroni in montagna. Durante la fuga incontra una banda di gatti randagi, capeggiata da Vespucci, severo leader del gruppo. Brina riscopre così la sua vera natura felina, assapora l’ebbrezza della libertà, la brama di indipendenza. Intanto la giovane coppia di padroni si dispera per la sua scomparsa: in gioco ci sono sentimenti molto forti, che li spingono a non smettere di cercarla.

Giorgio Salati e Christian Cornia confezionano un piccolo gioiellino, ricorrendo ad un linguaggio e ad illustrazioni davvero incantevoli per parlare di istinto, amore, emancipazione, scoperta di sé.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Silverwood Lake – Simona Binni
La casa – Paco Roca

e vedi anche Gli Aristogatti – Wolfgang Reitherman

Leggi tutto ►

Simona Binni

Silverwood Lake

Tunué , 2016
avatar

Postato da
il

Vado via di mia spontanea volontà, non cercatemi.

Diego Lane viene svegliato ad una telefonata che cambierà la sua vita per sempre. Ricompare così il padre che dopo 17 anni di completa latitanza chiede aiuto al figlio o meglio è la sua condizione di senza tetto a indurlo a chiedere soccorso. Diego lo odia e non vuole cedere alle sue responsabilità così come pensa che suo padre si sia sottratto alle sue. Grazie all’aiuto dell’amica Patty, però, Diego è spinto a compiere un viaggio alla scoperta delle ragioni del genitore e, più in generale, di chi decide di lasciare tutto e ricominciare da zero, studiando da vicino la comunità di senzatetto che stanzia a Silverwood Lake.

Silverwood Lake è una graphic novel di formazione malinconica e potentissima. Disegnata magistralmente con un tono poetico quasi dimesso conduce in un limbo perfetto e isolato dal mondo in cui il protagonista sperimenterà l’empatia verso il prossimo e la conoscenza profonda dell’altro abbattendo pregiudizi e falsi miti del politicamente corretto. La rabbia, la frustrazione e l’impulso vendicativo lasciano spazio alla comprensione per trovare una la forza in grado di spogliare la verità dalle apparenze e mostrarla per quello che è. Il delicato equilibrio tra genitori e figli viene analizzato e superato grazie all’intervento dell’amore per la vita che pulsa dentro Diego, e in ognuno di noi. Ancora una volta il vero protagonista è il tempo che obbliga i personaggi a confrontarsi con la propria esistenza, aspirazioni e desideri spingendo alla concretizzazione della propria identità e delle proprie scelte. Simona Binni con Silverwood Lake realizza un’opera eccellente, un manifesto luminoso sulla vita e sulle mille possibilità che ci offre.

Simona Binni è brava anche nel gestire una rosa ampia di protagonisti che offre ulteriori spunti di approfondimento per una tematica complessa come quella della vita di strada. Grazie all’utilizzo dei flashback, infatti, riesce a presentare in maniera chiara la storia dietro a ogni personaggio e a scavare a fondo nel dolore degli avvenimenti che hanno caratterizzato il loro passato.

Se ti è piaciuto leggi anche:

La casa di Paco Roca

Ascolta anche:

The Cranberries – Bury the Hatchet

Guarda anche:

L’arte della felicità di Alessandro Rak

 

Leggi tutto ►

Paco Roca

La casa

Tunué, 2016 - pg. 166
avatar

Postato da
il

Più mi faccio vecchio più sento che l’unico tema della letteratura – e probabilmente di tutto il resto – è il passare del Tempo. E  La casa, libro che un ragazzo ha voluto scrivere per la morte del padre, è anche l’opera che ha permesso a Paco Roca di disegnare il Tempo che se ne va, o che se ne è andato, o che se ne andrà.

Fernando Marías‬

Si tratta di una splendida graphic novel che proviene dalla penna di Paco Roca, tre fratelli tornano dopo un anno nella casa del padre, la seconda casa, quella in cui hanno passato le vacanze da bambini fino a diventare ragazzi. In un continuo andare e tornare tra tempo attuale e ricordi, la storia si snoda raccontando dei drammi e dei sentimenti della vita comune.

La morte del padre, è un momento di crescita inevitabile di ognuno di noi, ma l’inclinazione e il carattere che abbiamo acquisito nel tempo, ci permettono di affrontare questi ostacoli come sempre -in fondo- ci costringe la vita.

Meraviglia le tavole, la descrizione del fare azioni quotidiane, il racconto di immagini del familiare: il cavatappi e il tovagliolo abbandonati sul tavolo della cucina dopo il pranzo, i ricordi dei racconti del padre, il giardino alla sera da innaffiare. Splendido e poetico, un libro che nasce da una perdita, da un’esperienza del disegnatore, che però si ritrova nelle paure e nell’insicurezza atavica di tutti noi.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Dimentica il mio nome di Zerocalcare

Lo trovi anche in biblioteca QUI

Leggi tutto ►