Archivio tag: Ungheria

Magda Szabo

Abigail

Anfora 2017, 394 p.
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Non solo un individuo, ma anche un paese può avere una reazione ritardata.

Ungheria, autunno del 1943: la quattordicenne Georgina Vitay, unica e amatissima figlia di un generale rimasto vedovo, vive un’adolescenza dorata a Budapest. Ma improvvisamente il padre, senza dare spiegazioni, strappa Gina alla vita della capitale e la porta ad Arkod, una cittadina di provincia dove si trova il collegio calvinista Matula, famoso per la severa disciplina che lo regola. Per Gina inizia un incubo: le leggi ferree della vita comune, la lontananza dall’affetto dei suoi cari e da un’esistenza cosmopolita e lussuosa, le gravi incomprensioni sorte con le compagne, tutto contribuisce a rendere la ragazzina profondamente infelice. Molto lentamente e dopo parecchi smacchi, Gina comincia ad abituarsi alla vita del Matula, il rapporto con le altre studentesse si appiana, mentre si delineano i caratteri degli adulti che convivono con le alunne: un intero mondo all’interno del collegio tratteggiato con grande acutezza. Non manca nemmeno la figura dell’aiutante misteriosa, identificata con la statua di Abigail, cui le collegiali confidano i propri dispiaceri tramite dei biglietti.
Ma un giorno, finalmente, Gina scopre perché il padre l’ha allontanata da sé e ha così pochi contatti con lei. E la guerra, con le sue lacerazioni, diventa all’improvviso più reale.
Scritto con una capacità descrittiva e di analisi psicologica ammaliante, Abigail è un romanzo di formazione famosissimo in Ungheria che conferma la Szabo scrittrice di razza.

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Mauro Covacich

A perdifiato

Einaudi, 2005, pag. 333
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“Oh, bella questa. E come mai, Dario? Pagare l’affitto significa spendere un sacco di soldi senza che ti resti niente, alla fine”. “Ti resta l’uso che hai fatto di quella cosa, la vita che hai vissuto con, su o dentro la cosa per la quale hai pagato”.

Pubblicato nel 2003 da il via al cosidetto “Ciclo delle stelle” composto da: A perdifiato, Fiona, Prima di sparire, A nome tuo (da quest’ultimo è tratto il recente film di Valeria Golino Miele). Il protagonista è Dario Rensich originario di Trieste (come l’autore) e maratoneta di professione. Non ha mai vinto qualcosa di assolutamente importante, anche se all’ultima maratona di New York per ben quattro isolati è stato primo, davanti a tutti. In quell’occasione la Federazione di atletica leggera italiana lo nota e decide di puntare su di lui, gli permette di allenarsi per ben tre anni in giro per il mondo, in diverse condizioni. Alla gara successiva però Dario scoppia prima della fine, esagera nella prestazione fisica, e si brucia prima del traguardo. Alla Federazione non resterà quindi che concedergli la chance da preparatore tecnico; ed è proprio qui che inizia la nostra storia.

Dario è sposato da alcuni anni con Maura, anche lei ex-sportiva di professione, e proprio mentre cercano di adottare un figlio la Federazione manda Dario in Ungheria ad allenare un giovanissimo gruppo di mezzofondiste, sette giovani atlete promettenti. Il percorso di adozione, come l’incarico di allenatore per Dario sono strade in salita e a “perdifiato”. Restare lontani è difficile, accettare le sconfitte e le debolezze lo è ancora di più. Dario svolgerà il suo compito, sia come allenatore, sia come marito; ma con molte contraddizioni e portando con sè sentimenti contrastanti e perturbanti. S’innamorerà di Agota, una delle giovani e splendide “scippatrici”, allenerà duramente le ragazze, nasconderà anche a sua moglie le proprie debolezze, e vorrà credere infine di poter essere padre. Dalla conclusione amara del romanzo, anche se non solo negativa, Dario troverà un nuovo inizio e una nuova famiglia.

Mauro Covacich nasce a Trieste nel ’65 e insegna al liceo per diversi anni, fino a quando nel 2000 non decide di dedicarsi alla scrittura e collabora anche con diverse testate nazionali, come Il Corriere della Sera. L’ultima sua fatica letteraria è La sposa edita nel 2014 da Bompiani e finalista del Premio Strega 2015; in particolare questo libro racconta 17 brevi storie, alcune vere e altre solo parzialmente, una delle quali è dedicata a Pippa Bacca la giovane artista italiana morta tragicamente nell’intento di un viaggio-performance “Spose in viaggio”.

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L’autore è presente all’edizione 2015 del Festivaletteratura

 

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