Archivio tag: violenza domestica

Kim Slater

Smart

il Castoro 2015, 231 p.
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Qualche volta, se fai finta di non vedere le cose, riesci a dimenticartene. È come se non le avessi neppure viste. Ma non potevo farlo, perché quei lividi erano troppo grossi.

Kieran è un ragazzino autistico che abita in un quartiere degradato di Nottingham; da quando la madre convive con un uomo violento che maltratta entrambi e li ha allontanati dall’amata nonna, la sua esistenza non è più serena. Anche se ha difficoltà a rapportarsi con gli altri, Kieran è un ottimo osservatore e disegna molto bene: tali doti gli saranno utili il giorno in cui verrà ritrovato il cadavere di un barbone, amico  di Jean, una senzatetto cui Kieran è legato. Nonostante la morte stia per essere archiviata come accidentale, Kieran e Jean si ostinano a cercare il colpevole di quello che ritengono un omicidio.
Partendo da questa vicenda, si entra nel mondo del protagonista: la scuola con l’insegnante di sostegno che è un importante punto di riferimento, la mamma resa sempre più fragile dalle violenze subìte, i bulletti del quartiere che infastidiscono Kieran e un sottobosco di piccoli criminali e poveracci che vivono alla giornata. Ma per fortuna non tutto va male.
Apparentemente indirizzato a un pubblico di preadolescenti, il libro in realtà descrive situazioni molto dure, specie riguardo ai maltrattamenti in famiglia, che spingono a consigliarlo anche a lettori più adulti.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche…
Il mistero del London Eye – Siobhan Dowd
Le case degli altri – Jodi Picoult

E guarda anche…
Atypical – Seth Gordon

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Susan Kreller

Un elefante nella stanza

Il castoro, 2014, 187 p.
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Al mondo ci sono più modi di farsi dei lividi che tipi di cioccolato o programmi Tv. E se uno volesse fare la fatica di scriverli tutti, ne verrebbe fuori un librone spesso così. …

Ma quello che proprio non riuscivo a immaginare, dopo il primo incontro con la bambina al parco giochi, era come quei lividi enormi fossero arrivati sulla sua pancia, quando invece c’era da aspettarseli su altre parti del corpo.

“Un elefante nella stanza” è un modo di dire che indica qualcosa davanti agli occhi di tutti ma che si vuole ignorare.
L’elefante nella stanza, per Masha, sono i lividi, apparentemente invisibili agli adulti, che vede su Julia e Max, due bambini conosciuti al parco.

Masha trascorre le vacanze dai nonni. Nel perfetto e pacifico quartiere in cui abitano non c’è spazio per il dubbio che nella famiglia perfetta dei bambini possano esserci dei problemi. Le questioni veramente importanti sembrano essere la cura del giardino, le feste tra vicini e, in generale, il buon nome della zona.

Per Masha diventa insostenibile pensare che gli adulti sappiano che il padre di Julia e Max è violento, sia con i figli che con la moglie, ma abbiano deciso, per quieto vivere, di ignorare cosa sta accadendo. Persino agli amati nonni sembra importare solo la pace della propria quotidianità.

Ma Masha non accetta di girare la testa dall’altra parte. Se nessun altro vorrà farlo, sarà lei a trovare un modo per salvare i due bambini.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
La ragazza del treno- Paula Hawkings
Un gioco da bambini-J.G. Ballard
Abbiamo sempre vissuto nel castello- Shirley Jackson

…e guarda anche
Speak. Le parole non dette- Jessica Sharzer
Jimmy Grimble- John Hay

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PAULA HAWKINS

La ragazza del treno

Piemme, 2015, pag. 306
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Il fatto è che mi sento coinvolta nella vicenda e nel suo mistero. Non sono più soltanto una ragazza sul treno, una che va avanti e indietro senza motivo, senza scopo.

Questo romanzo di cui non si può far a meno di ricordare la copertina, dato che svetta in ogni classifica di vendita e consiglio di lettura, ci ha proprio catturati. La protagonista, la ragazza del titolo, si chiama Rachel abita vicino a Londra e tutti i giorni prende il treno alla stessa ora per andare al lavoro, o almeno questo è quello che vuol farci credere. La vicenda inizia dalle scene di vita quotidiana che appaiono dal finestrino ogni mattina, all’approssimarsi del semaforo il treno resta fermo, si avvicina a delle case con giardino, e gli abitanti diventano prima personaggi osservati e poi, progressivamente, protagonisti.

I brevi capitoli che si susseguono con un ritmo inizialmente tranquillo e descrittivo, per poi accelerare verso il finale, sono tutti di voci femminili. Tre donne: Rachel, Anna e Megan che vivono con lo stesso tormento, ma che avranno ruoli e poi subiranno finali molto diversi. Si parla di alcolismo, di violenza domestica, della difficoltà di essere o diventare madri; ma ciò che più cattura in questo romanzo sono le menzogne, la finzione, il far credere che, ci lasciano in costante dubbio: siamo proprio certi di conoscere le persone che abbiamo vicino? Siamo sicuri che nelle piccole ombre di un atteggiamento, una frase, non ci si annidi qualcosa di più che maschera sotto sotto un problema più complesso inespresso o non risolto?

Certamente avvicinabile al thriller di Gillian Flynn: L’amore bugiardo, anche questo libro diventerà presto un film, dato che la DreamWorks ne ha acquistato i diritti. Molto probabilmente il caso letterario è stato creato ad hoc con una riuscitissima campagna pubblicitaria, ma certamente è un libro che vi possiamo consigliare perchè apprezzabile e appassionante.

L’autrice Paula Hawkins è al suo esordio narrativo, nata nel 1972 ha lavorato come giornalista per quindici anni, ora si dedica alla scrittura seguendo la sua inclinazione verso il genere thriller, è stata presente all’edizione 2015 del Festivaletteratura.

Se ti è piaciuto questo libro leggi anche L’amore bugiardo.

Se ti è piaciuto questo libro guarda il film Gone girl di cui il trailer QUI.

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