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Woody Allen

Cafè Society

2016, Usa, Warner Bros
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La vita è una commedia scritta da un sadico che fa il commediografo

Siamo a Hollywood nei ruggenti anni ’30 americani. L’Europa è dilaniata dalla guerra mentre l’America sta fondando i suoi nuovi miti attraverso l’elegantissimo cinema e il suo immaginario patinato attorno alle star che lo popolavano. Troviamo Bobby, giovane newyorkese, desideroso di diventare uno sceneggiatore e si fa assumere come fattorino dallo zio impresario del mondo cinematografico.  Qui conosce Vonnie, Veronica, una giovane segretaria tanto bella quanto misteriosa. I due inizieranno ad uscire insieme ma Bobby non sa che il loro amore conoscerà molti ostacoli e un futuro a New York lo attende nuovo di zecca.

Cafè Society è un film elegantissimo. Ritroviamo l’ambizioso Woody Allen che ormai stanco del feroce cinismo che lo contraddistingue sembra, invece, cavalcare l’onda di nostalgia che sembra aver investito questi anni di passaggio. Cafè Society è un film sul piacere negato, sull’amore mancato per un soffio, sulla nostalgia di un mondo ancora possibile, sulle scelte sbagliate e che ci segnano a vita. Cafè Society ribadisce un concetto che nella nostra società non contempliamo più ovvero: le scelte che compiamo ci segnano in maniera indelebile. Non sempre si può ricominciare da capo, non sempre si possono aggiustare le cose, non sempre si è così giovani per poter ripartire. Allora bisogna pagare pegno, andare avanti e con profonda onestà scendere a compromessi con se stessi e con gli altri.

Cafè Society è anche la nostra nostalgia per il passato come il celebre La La Land ha ricordato con più forza e incisività. E’ una commedia in cui riconosciamo i nostri sentimenti lasciati ostaggio dello smarrimento e ci congedano in un clima di rinuncia e di struggimento. Ma l’impossibilità di compiere il desiderio, di trovarsi o pensarsi in due sembra un prezzo eroico da pagare quando si ha la certezza che il medesimo istante e il medesimo sentimento è condiviso nonostante il tempo e la distanza, un piccolo momento di felicità che si svincola fra battute esilaranti, scene grottesche e personaggi indimenticabili come solo Allen riesce a regalarci  (ok, non sempre, ma in questo caso possiamo dirlo di esserci riuscito), il tutto condito da una meravigliosa colonna sonora jazz che come da tradizione ha inghiottito gli anni ruggenti per lasciare spazio alla malinconia.

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La La Land di Damien Chazelle

Leggi anche:

Elizabeth Jane Howard -La saga dei Cazalet. Gli anni della leggerezza 

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Bill Evans – Piano poet 

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Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Vittorio Storaro
Montaggio: Alisa Lepselter
Cast: Jesse Eisenberg, Kristen Stewart, Steve Carell,  Blake Lively, Parker Posey, Jeannie Berlin, Stephen Kunken

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Noah Baumbach

Frances Ha

Usa, 2012
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Frances, infidanzabile.

È uno splendido bianco e nero ad accoglierci nella vita di Frances, ventisettenne aspirante ballerina in cerca di punti di riferimento da quando l’amica Sophie – con cui ha condiviso per anni appartamento e confidenze – ha scelto di trasferirsi altrove. Inizia così per lei un girovagare spaesato tra nuove esperienze di convivenza (con Lev e Benji: ironico e spregiudicato il primo, timido quanto lei il secondo, e comunque entrambi meravigliosi), ritorni a casa e improbabili fughe.
Quelli di Frances Ha – e solo alla fine saprete il perché del titolo – sono ottanta minuti di inciampi e disillusioni, corse goffe e speranze un po’ malconce che, tra parecchie risate dolciamare e momenti di vera commozione, si risolvono in una presa di coscienza delle necessità dell’età adulta.
Greta Gerwig – qui anche autrice della sceneggiatura, a quattro mani con il regista Noah Baumbach – è adorabile nel rendere la timidezza, i rossori e gli affanni di una ragazza che, per propri limiti e semplici scherzi del destino, deve rivedere i propri sogni senza rinunciare a sé stessa.
Lo chiamano mumblecore, questo cinema, per via dei dialoghi che sembrano non andare da nessuna parte e i trentenni presi a guardarsi dentro e a girare in tondo. Ma il personaggio di Frances è molto più di questo, un cuore grande infilato in una pellicola che mostra come anche da grandi si possa andare a sbattere un po’ dappertutto e conservare comunque uno sguardo incantato sulle cose.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Lo stravagante mondo di Greenberg – Noah Baumbach
Manhattan – Woody Allen

…e ascolta anche
Modern Love – David Bowie
Fourth Of July – Galaxie 500
How Are Things? – Goldaline, My Dear

Frances Ha

Regia: Noah Baumbach
Sceneggiatura: Noah Baumbach, Greta Gerwig
Fotografia: Sam Levy
Durata: 86′

Personaggi e interpreti
Greta Gerwig: Frances
Mickey Sumner: Sophie
Adam Driver: Lev
Michael Zegen: Benji
Patrick Heusinger: Patch
Charlotte d’Amboise: Colleen

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Francois Ozon

Nella casa

Francia, 2012
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Articolo di Stefano Guerini Rocco

Ti sta manipolando. Volevi insegnargli la letteratura, ma è lui che ti dà lezione.

Germain è il professore di lettere di un ordinato liceo di provincia. Annoiato dal lavoro, si accanisce con particolare compiacimento sui compiti imprecisi dei suoi studenti, fino al giorno in cui a scuola arriva Claude, sedicenne discreto ma dallo sguardo acuto. Incuriosito dai temi del nuovo alunno, Germain incontra abitualmente Claude dopo le lezioni per spronarlo a coltivare e affinare il suo talento. Il giovane intraprende così un’indagine sempre più approfondita sul “materiale narrativo” prescelto: la famiglia piccolo borghese del compagno di classe Rapha. Di tema in tema, Claude penetra subdolamente nella casa e nel tessuto familiare dell’incosciente amico, tratteggiando il suo mondo con spirito caustico e intenzioni ambigue, fino a comprometterne irrimediabilmente l’ordine. L’allievo si sostituisce dunque al maestro e ne diventa la guida in un gioco sempre più oscuro e morboso, cui il professore non sa sottrarsi. Racconto di formazione, pamphlet sul voyeurismo, trattato sul potere della manipolazione e, allo stesso tempo, saggio sulla creazione artistica (letteraria, ma anche cinematografica), “Nella casa” è un film dalle molte anime, sagace e divertente, condotto con mano sicura da un regista esperto, che pure, paradossalmente, rischia di perdere in efficacia quanto più rincorre la sua ambizione più alta: coinvolgere in maniera attiva, come Claude con Germain, lo spettatore all’interno del processo creativo. Restano all’attivo la solida eleganza della confezione e le prove stuzzicanti di un cast divertito e convincente.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Il talento di Mr. Ripley – Anthony Minghella
Diario di uno scandalo – Richard Eyre
Match Point – Woody Allen
Gli insospettabili – Joseph L. Mankiewicz

Locandina di Nella Casa, di Francois Ozon

Regia: François Ozon
Soggetto: Juan Mayorga (dalla commedia “El chico de la última fila”)
Sceneggiatura: François Ozon
Fotografia: Jérôme Alméras
Montaggio: Laure Gardette
Musiche: Philippe Rombi
Durata: 105′

Interpreti e personaggi
Fabrice Luchini: Professor Germain
Ernst Umhauer: Claude Garcia
Kristin Scott Thomas: Jeanne Germain
Emmanuelle Seigner: Esther
Denis Ménochet: Rapha padre
Bastien Ughetto: Rapha figlio
Yolande Moreau: Rosalie/Eugénie

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