Archivio tag: zerocalcare

Frankenstein compie 100 anni!

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I miei sogni furono solo miei; non ho mai dato la colpa a nessun per essi; sono stati il mio rifugio quando ero irritata – il mio piacere più caro quando ero libera.

Anche a cento anni esatti dalla sua prima pubblicazione, Frankenstein non ha perso nulla della sua potenza e resta, ancora oggi, un romanzo talmente iconico da essere entrato nel nostro quotidiano.

Proprio per questo, nell’immaginario il mostro prende spesso il nome del suo stesso creatore (in un’osmosi che sarebbe stata, probabilmente, molto apprezzata dall’autrice).

Noi di ExtratimeBlog non potevamo certo restare indifferenti ad un’opera tanto significativa. Nel corso degli anni, abbiamo spesso parlato di suoi adattamenti e rivisitazioni.

Eccoli!

Leggo!
Frankenstein o il Prometeo moderno- Mary Shelley
Mary e il mostro- Lita Judge

Guardo!
Mary Shelley. Un amore immortale- Haifaa Al-Mansour
I, Frankenstein- Stuart Beattie
Frankenstein Junior- Mel Brooks

Il romanzo di Mary Shelley rientra nel ricchissimo filone di opere che parlano di mostri, creature che tornano in vita e simili. Ecco una selezione di storie tratte dalle nostre segnalazioni.

Leggo!
Lenore, piccole ossa- Roman Dirge
Cinque allegri ragazzi morti- Davide Toffolo
Dodici- Zerocalcare
Cuore nero- Dean Koontz
Incubi & deliri- Stephen King

Guardo!
Benvenuti a Zombieland- Ruben Fleischer
Doomsday. Il giorno del giudizio- Neil Marshall
The walking dead- Frank Darabont
La forma dell’acqua- Guillermo del Toro
Cappuccetto rosso sangue- Katherine Hardwicke

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Zerocalcare

Dimentica il mio nome

Bao Publishing, 2014, p. 236
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Io ne ho avuti tanti di nomi. Uguali a quelli di tanta altra gente. L’identità invece è una cosa solo tua. E l’unica cosa che hai solo tu, sono i tuoi segreti. Un uomo senza un segreto, è un uomo senza identità.

Zerocalcare è il nome, nome d’arte o meglio nickname, di Michele Rech; classe ’83 con madre di origine francese e padre romano. Intorno al Duemila inizia la sua attività fumettistica, collaborando con diverse testate italiane e dall’ottobre Duemilaundici pubblica il suo primo libro La profezia dell’armadillo. Da novembre Duemilaundici Zero, cura un blog a fumetti Zercocalcare.it sul quale bisettimanalmente escono diverse sue strisce.

Il libro -di cui vi raccontiamo in questo post- è Dimentica il mio nome, edita da Bao Publishing nell’ottobre del Duemilaquattordici. La storia di questi fumetti, è autobiografica, 236 pagine in cui il protagonista, racconta il funerale della nonna materna; come se la ricorda da piccolo e ricostruisce pezzo per pezzo il passato della sua famiglia. Con molta immaginazione e con momenti di pura astrazione, Calcare affronta dei temi davvero complessi la morte di una persona cara, il concetto di memoria ed identità, la fatica e il coraggio di crescere. Intervallati da parti davvero ironiche e spesso inconcludenti, con capitoli brevi e metafore fulminanti, questo Dimentica il mio nome, si merita a pieno titolo la candidatura allo Strega 2015 (del quale arriva secondo nella sezione giovani). Particolare nel libro è l’uso del colore, solo un personaggio infatti è rosso; e si tratta dell’elemento più emblematico della storia, quello su cui l’attenzione del lettore dev’essere focalizzata: il nonno di Zero. Ma non è solo quello, la volpe rossa rappresenta il suo passato, con una non troppo velata critica alla stereotipizzazione da parte della società del concetto di identità: Se noi siamo qui oggi, è perché abbiamo avuto qualcuno su cui contare.

Vi lasciamo riflettere sui tanti spunti del libro, perché anche se la lettura a fumetti è molto veloce, ha bisogno di sedimentare il concetto per scalfirci e portarci un significato più profondo. Se vi è piaciuto questo libro potete anche leggere gli altri suoi libri QUI.

L’autore ha presenziato all’edizione 2015 del Festivaletteratura.

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Zerocalcare

Dodici

Bao Publishing, 2013
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ma non è meglio se spostate il giorno? Oggi arrivare a Rebibbia rischia di essere un casino. RepubblicaPuntoIt dice che a Roma Est c’è un macello, tipo epidemia. Tutta gente che sbrocca a buffo per strada.

La prima sorpresa è la prima pagina: Zerocalcare steso in un lago di sangue, sul pavimento della cucina.
Poi la storia di Dodici prende il via, tra flashback e flash forward, pagine a colori e il caratteristico bianco e nero, a raccontare di una misteriosa epidemia che ha reso zombie gli abitanti del quartiere di Rebibbia.
Tutti tranne trentasei, in cerca di una via di fuga
Con Zero fuori gioco, la vicenda si concentra su Secco, ormai leggendaria spalla del protagonista, e Katja, che vive da tutt’altra parte di Roma e non si capisce perchè sia capitata lì; senza dimenticare Cinghiale, erotomane che completa il quartetto dei sopravvissuti, barricati in un appartamento a rovinarsi di soldini e interminabili partite a Street Fighter.
Intorno a loro si agita la solita esilarante parata di comparse: il temibile Paturnia (“primogenito der Caciara”), intento a organizzare una fuga in autobus, o Ermete, ultimo baluardo in difesa del quartiere, prima che la movida e le apericene lo rendano “il nuovo Pigneto”.
Con Dodici, suo quarto libro in due anni, Michele Rech/Zerocalcare regala un’altra infilata di battute formidabili, il consueto frullato di citazioni da Generazione Y (a questo giro, da segnalare almeno la rielaborazione cristologica di Ken Il Guerriero) e, soprattutto, una nuova bella storia, coraggiosa nell’allontanarsi dallo standard che l’ha reso celebre, divertentissima e ben costruita.
Sbaglia, a nostro avviso, chi vi ravvisa limiti nell’assenza di un’introduzione e di un finale netti: immersi nella narrazione e nella girandola di invenzioni e trovate, non se ne sente la mancanza.
Specialmente quando, sospendendo per brevi attimi la sequenza di risate e ammazzamenti, Michele ci regala istantanee memorabili e commoventi che ritraggono la vita di Rebibbia e del suo carcere, di fronte a cui davvero non è possibile rimanere indifferenti.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
La profezia dell’armadillo – Zerocalcare
Un polpo alla gola – Zerocalcare
Ogni maledetto lunedì su due – Zerocalcare
 
…e guarda anche
L’alba dei morti dementi – Edgar Wright
Benvenuti a Zombieland – Ruben Fleischer

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Guillermo del Toro

Pacific Rim

Usa, 2013
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Ci sono cose che non puoi combattere – cause di forza maggiore. Vedi un uragano in arrivo, ti levi di mezzo. Ma quando sei in uno Jaeger puoi finalmente combattere l’uragano. Puoi vincere.

Nel 2013, da un portale dimensionale in fondo all’Oceano Pacifico, iniziano ad emergere gigantesche creature aliene, i kaiju, che portano terrore e distruzione in tutto il pianeta.
I Paesi di tutto il mondo decidono di combatterli con gli jaegers, enormi mecha guidati ciascuno da due piloti, connessi tra loro attraverso un ponte neurale.
Dopo un’iniziale vittoria degli umani, nuovi kaiju compaiono, sempre più grandi e devastanti, e il progetto jaeger viene spazzato via da drammatiche sconfitte.
Mentre i governi si concentrano sulla costruzione di un muro difensivo, il comandante Stacker Pentecost raduna i quattro robot rimasti e richiama in servizio Raleigh Becket, ritiratosi dalla battaglia dopo aver assistito impotente alla morte del fratello: insieme a loro, una squadra di piloti e scienziati tenterà l’impossibile per porre fine all’orrore.
Pacific Rim è un atto d’amore a Godzilla e a Ishiro Honda, ai robot di Go Nagai e al monster master Ray Harryhausen; un’esperienza cinematografica dall’impatto fisico terrificante, in cui i combattimenti tra robot e mostri danno davvero l’idea di quelle proporzioni titaniche, ma che non si limita a botte e clangori: ai personaggi ci si affeziona subito, sia ai protagonisti (monumentale Idris Elba nella parte di Pentecost) che ai comprimari (la coppia di scienziati nerd, un sempre pirotecnico Ron Perlman).
L’ambientazione spesso notturna, poi, è quella di un mondo ben oltre l’orlo del precipizio, e l’interno degli jaegers somiglia al ventre di un vecchio sottomarino, arrugginito e pericolante, a dare la sensazione che all’uomo non resti poi molto da giocarsi.
E siccome Guillermo del Toro è sempre lui, non possiamo dimenticare quelle scene bellissime dalla memoria di Mako che svelano, sotto la corazza sferragliante, il gran cuore romantico di Pacific Rim.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Godzilla – Ishiro Honda
Il labirinto del fauno – Guillermo del Toro
Hellboy – Guillermo del Toro
The Avengers – Joss Whedon
 
…e leggi anche
Mazinga Z – Go Nagai
Un polpo alla gola – ZeroCalcare
 
Locandina di Pacific Rim, film di Guillermo del Toro
Regia: Guillermo del Toro
Soggetto: Travis Beacham
Sceneggiatura: Travis Beacham, Guillermo del Toro
Fotografia: Guillermo Navarro
Musiche: Ramin Djawadi
 
Interpreti e personaggi
Charlie Hunnam: Raleigh Becket
Idris Elba: Stacker Pentecost
Rinko Kikuchi: Mako Mori
Charlie Day: Newton Geizler
Ron Perlman: Hannibal Chau
Robert Kazinsky: Chuck Hansen
Max Martini: Herc Hansen
Burn Gorman: Hermann Gottlieb

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Zerocalcare

Un polpo alla gola

Bao Publishing, 2012
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Ricorda: nessuno guarisce dalla propria infanzia.

Una prova di coraggio, nel bosco dietro la scuola elementare; è così che i piccoli Zero, Secco e Sarah s’imbattono in un teschio umano, finito lì chissà come.
Nel breve tempo di una ricreazione, la loro fantasia di bimbi si spinge ad immaginare spaventosi scenari da favola nera, ma ci penserà la temibile maestra Arbizzati a riportare Zero alla dura realtà: messo alle strette, dirà di essere stato spinto alla spedizione da Sarah, che sarà punita al suo posto.
Subito il rimorso s’impadronisce di lui, un polpo che gli toglierà sonno e respiro e lo accompagnerà attraverso l’adolescenza e l’età adulta, insieme a una strampalata galleria di eroi e modelli da cartone animato; con il loro conforto e i loro insegnamenti, il nostro vivrà una carrellata di avventure e situazioni esilaranti e drammi veri, raccontati con la matita impaziente e gli occhi sgranati di un bambino alle prese con un mondo che pare gigantesco, cambia e cresce, mentre dentro tutto sembra rimanere fermo.
Dopo il gran successo dell’esordio La Profezia dell’Armadillo e di quel blog che da un anno e mezzo rende più tollerabile il lunedì mattina (almeno, uno su due), Michele Rech/Zerocalcare conferma il proprio talento con una storia impegnativa, di ampio respiro, che, se da un lato diluisce l’impatto comico delle strisce settimanali, dall’altro diviene strada facendo una splendida riflessione su quanto l’infanzia sappia essere un’età dell’oro, ma pure uno strambo antro oscuro, zeppo di segreti che si annodano intorno alla gola.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
La profezia dell’armadillo – Zerocalcare
 
…e ascolta anche
Police on my back – The Clash
La lotta armata al bar – Le Luci della Centrale Elettrica
 
…e guarda anche
Star Wars – George Lucas
Super 8 – J.J.Abrams

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