Mario Calabresi

Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa

Mondadori, 118 p.
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Questa è la storia di un ragazzo capace di vedere dove gli altri non vedono, di immaginare spazi nuovi in quel panorama angusto che è la crisi italiana, di inventarsi un futuro nell’istante in cui il padre gli dice: “Lasciamo stare, meglio chiudere. La nostra attività è finita, devi cercarti qualcosa da fare”.

Una coppia di giovani medici che si trasferisce in Uganda, in una zona isolata e martoriata da carestie e malattie, e fonda un ospedale per assistere le partorienti. Un ragazzo piemontese, che, grazie ad una brillante intuizione ed alla dimestichezza con le risorse di internet, si reinventa l’attività paterna quando tutto sembra ormai perduto. Un pescatore genovese che introduce la modernità anche in un mestiere apparentemente tradizionalista e “vecchio”. Un giornalista alle prime armi che si mantiene gli studi gestendo un banchetto di specialità gastronomiche italiane in un mercato londinese (riproponendo ricette imparate dalla nonna).

Cosa hanno in comune tutte queste storie raccontate nel piccolo, ma prezioso libro scritto da Mario Calabresi, figlio del commissario Luigi Calabresi assassinato nel 1972 e direttore del quotidiano “La Stampa”?

Hanno in comune la fiducia dei protagonisti nelle proprie possibilità, la determinazione a sognare e lottare per il proprio futuro, l’entusiasmo di chi crede di poter cambiare le cose. Risorse che ciascuno può trovare in se stesso e cui può attingere per costruirsi un avvenire luminoso.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
“Qualunque cosa succeda” di Giorgio Ambrosoli
Spingendo la notte più in là” di Mario Calabresi

e vedi anche “I diari della motocicletta” di Walter Salles

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