Sleater-Kinney

The Woods

Sub Pop, 2005
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Show me your riffs.
Un fantastico slogan per una maglietta indossata da Corin Tucker ai concerti delle Sleater-Kinney, contro il machismo imperante nel dorato mondo dell’indie-rock americano, ma anche la descrizione perfetta di The Woods, album definitivo del trio di Olympia.
In dieci canzoni pazzesche, il vibrato da battaglia di Corin e le armonie di Carrie Brownstein, le loro chitarre al vetriolo e il drumming fuori controllo di Janet Weiss centrifugano quarant’anni di rock con la foga e l’ironia del garage più lercio: The Fox ed Entertain guariscono dall’artrite il rock degli anni ’70, annegandolo nel frastuono gioioso di urla e distorsioni, che toccano l’apice negli undici minuti della psichedelia devastante di Let’s Call It Love; perfino le melodie pop di Wilderness, What’s Mine Is Yours e Jumpers, il folk di Modern Girl o il surf di Rollercoaster vengono investite da un’energia che esalta. Night Light, poi, è la chiusa dilatata perfetta per accompagnarci fuori da uno dei più grandi album del decennio.
 
Ascolta quattro brani tratti dall’album
Entertain, The Fox, Jumpers, Modern Girl
 
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