Murakami Haruki

Tokyo Blues – Norwegian Wood

Feltrinelli 2000, 330 p.
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A pensarci adesso furono davvero dei giorni strani. Nel pieno della vita tutto ruotava attorno alla morte.

Un classico della letteratura giapponese contemporanea. Il quasi quarantenne Toru torna con la mente ai giorni della sua giovinezza, quando frequentava l’università a Tokyo e stringeva legami di amicizia e d’amore, specialmente con la bella ed enigmatica Naoko, mentre le inquietudini del Sessantotto dall’Occidente giungevano fino agli atenei del Sol Levante. Nell’opera si trovano molti elementi tipici di Murakami e degli autori giapponesi in genere: la solitudine di chi vive nelle metropoli, l’incomunicabilità, la presenza costante della morte nella vita quotidiana. L’autore ci cala nella storia descrivendo con vividezza gli scenari urbani – con le stazioni affollate e i caratteristici locali dove ci si trova per consumare pasti della cucina locale – ma riuscendo al tempo stesso a farci percepire il forte legame dei Giapponesi con la natura. Ritmata da una serie di brani pop, rock e jazz, la storia evolve verso la crescita dei protagonisti e lo sviluppo delle loro dolorose vicende.
Struggente, fascinoso e scritto con eleganza, Tokyo Blues è un omaggio alla giovinezza, alla musica e a Tokyo.

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