K.L. Going

Una voce di piombo e oro

2017, Piemme, 216 pagine
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Non volevo essere la persona che la zia di Keisha pensava sarei diventata… volevo essere quell’altra persona, quella che sognava di cambiare il mondo con la sua voce.

Tia ha dodici anni e vive in un quartiere periferico con sua mamma che è costretta a fare due lavori per far quadrare i conti, da quando, otto anni prima, il papà di Tia è finito in prigione. Lei e la sua migliore amica, Keisha, cantano in un coro gospel, sognando di diventare delle star e cambiare così la loro vita. Mas proprio durante le prove del coro, un evento traumatico la spaventa al punto tale da perdere la sua voce. Tia inizia a ricordare qualche dettaglio del suo passato, alcuni elementi della storia di suo padre che aveva rimosso, a notare gli sguardi sprezzanti delle persone che la incrociano per strada.
Per riacquistare la sua voce e la sua vita, Tia dovrà calarsi nella verità ed incontrare suo padre.

Il titolo di questo romanzo rende perfettamente il senso della dicotomia che la voce rappresenta per la protagonista: è un dono meraviglioso, che però pesa come un macigno.
L.K.Going scrive un romanzo sull’amore del canto, ma la voce qui è contrapposta al silenzio: al silenzio di Tia, che per il dolore perde la capacità di cantare, che è la parte più importante della sua vita; al silenzio di sua madre, che per preservare l’infanzia della figlia le tace la verità su suo padre rifiutandosi di parlarne, di nominarlo, cercando semplicemente di cancellarlo; il rumorosissimo silenzio delle persone che bisbigliano alle spalle di Tia, che le sussurrano velenosamente mezze frasi, incolpandola di qualcosa che non ha commesso.

Una voce di Piombo e oro è un romanzo di dolore, di rivincita e di crescita.

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