Martita Fardin

valeANA

Elliot, 2009, 117 pg
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Quod me nutrit, me destruit

Qui niente è sincero

Valentina vive apparentemente tranquilla: un famiglia come tante, una bella casa sul lago, amicizie, una vita agiata.
Ma dentro il suo corpo un demone la possiede, un demone fatto di bugie e di segreti inconfessati, di un’apatia nei confronti della vita quasi come missione.
Come combattere contro tutto questo? Con il cibo, o meglio, con la mancanza di cibo: quel poco che riesce ad assumere è visto come veicolo di redenzione e l’autodistruzione come il salvataggio da se stessa.
Circondata da persone perse nei loro pensieri, in umori alti e bassi, quasi complici della sua esistenza problematica, Valentina dovrà trovare quella forza per saltare dall’altra parte del baratro.
Emozionando mente e cuore, Martita Fardin rende solida l’impalpabile crudezza spirituale nella quale conduce uno dei peggiori mali di vivere.

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