Pearl Jam

Yield

Epic Records, 1998
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I wish I was a messenger and all the news was good

Con questo quinto album, i Pearl Jam scelgono un ritorno al loro sound d’origine, dopo le sperimentazioni fatte con l’album precedente.
Per la prima volta tutti i componenti contribuiscono alla composizione dei pezzi, prima prerogativa solo del cantante Eddie Vedder.

Come ogni buon album dei Pearl Jam, le canzoni si alternano tra dolci ballate acustiche ed energici pezzi rock.

Brain of J. è l’inizio ideale per un album del genere: chitarre distorte che suonano riff semplici ma efficaci, batteria che scorre via liscia ma precisa, e voce che completa il pezzo proprio come ce se lo aspetterebbe.
Do the Evolution è la miglior canzone dell’album: la voce arrabbiatissima di Eddie Vedder esplode contro la società e l’umanità troppo ingorda di potere per poter vedere le conseguenze dell’”evoluzione”. La parola d’ordine per questo pezzo: rabbia.

Tra i pezzi lenti e molto meno aggressivi spiccano Given to Fly, con una chitarra calda e molto evocativa che intreccia arpeggi mentre la voce tinge di una bellissima atmosfera tutti i 4 minuti della canzone; Wishlist è una specie di lettera scritta da Eddie Vedder sui suoi desideri, su chi vorrebbe essere. Il risultato è una canzone molto intima e sentita, così come la voce che canta.

L’album risulta quindi completo, versatile. Farà felici sia gli ascoltatori più esigenti, sia i neofiti della musica rock.

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