Tassa di successione: come funziona, esenzioni, quanto costa, come si paga

Quando in una famiglia si verifica un lutto, agli iniziali momenti di comprensibile smarrimento segue un necessario schiarimento delle idee perché ci sono questioni di massima rilevanza legale da affrontare quali la successione.

In molti si chiedono quanto costa la tassa di successione, definita anche ISD (Imposta su Successioni e Donazioni) dal momento che negli ultimi 30 anni è stata oggetto di continue revisioni sia nelle modalità di applicazione che nelle aliquote.

Come funziona la tassa sulla successione e quanto costa?

Il modello attualmente in vigore in Italia, stabilito nel 2006, si basa su aliquote basse e franchigie elevate, differenziando in base al grado di parentela rispetto al defunto.
Possiamo sintetizzare il tutto con uno schema prima di analizzare i diversi soggetti, i casi e i beni che restano esclusi dal calcolo, anche se sappiamo essere allo studio una parziale revisione del sistema della tassa di successione.

  • Il coniuge e i parenti in linea retta (ossia figli, nipoti e genitori) pagano un’aliquota al 4% del valore di quanto ricevuto in eredità, al netto dei debiti, ma con una franchigia pari a 1 milione di euro. Ciò significa che solo il superamento di tale cifra costringe al versamento dell’imposta.
  • Per i fratelli e le sorelle l’aliquota sale al 6%, sempre calcolata sul valore complessivo al netto dei debiti, ma con franchigia abbassata per ciascuno dei beneficiari a 100 mila euro;
  • Altri parenti fino al 4° grado ed affini in via collaterale fino al 3° grado si vedranno applicare la stessa aliquota del 6%, ma in tal caso senza applicazione di una franchigia;
  • Sale infine all’8% l’aliquota sul valore dei beni e diritti per tutti gli altri soggetti beneficiari, anche in tal caso senza franchigia.

Ci sono beni o soggetti esenti dalla tassa di successione?

Il legislatore ha stabilito alcune zone franche in materia di successione per quanto riguarda i beni da calcolare, oltre ad esentare alcune categorie specifiche.

I beni esenti dalla tassa di successione

Non rientrano nel calcolo alcune tipologie di beni, che non vengono quindi considerate come costitutive del valore complessivo dell’asse ereditario.

Segnaliamo tra questi i veicoli iscritti al PRA, i titoli di stato sia italiani che di altri paesi UE, le aziende o i rami d’azienda a patto che gli eredi proseguano per almeno 5 anni l’attività a partire dalla data del trasferimento; le polizze vita, i TFR e gli altri trattamenti e fondi di previdenza complementare.

I soggetti esenti dalle tasse di successione

Secondo la legge vigente inoltre alcuni soggetti ed enti sono esentati dal pagamento di questo tipo di imposte. In primo luogo vanno citati i soggetti residenti all’estero, esclusi in maniera categorica se i trasferimenti coinvolgono beni esistenti all’estero; in più, i trasferimenti che il defunto abbia stabilito essere destinati allo Stato oppure ad altri enti pubblici, fondazioni, associazioni impegnate nella ricerca o nell’assistenza e altri tipi di ONLUS sono altresì esentati da tali imposte; per finire sono escluse dall’imposta associazioni legalmente riconosciute ma non elencate nella precedente lista se il trasferimento viene accettato con la finalità di riconvertire la propria attività verso attività “virtuose” quali le precedentemente elencate La dimostrazione di aver osservato quanto pattuito dovrà essere prodotta entro 5 anni dal trasferimento.

Come si paga la tassa di successione e quali altri costi si hanno

Il pagamento della tassa di successione deve essere effettuato entro 60 giorni dalla data di notifica, pena l’applicazione di sanzioni ed interessi moratori. C’è in ogni caso la possibilità di dilazionare il pagamento, con un acconto pari al 20% ed il resto da versare in rate trimestrali ma con l’applicazione di interessi. La dilazione non è possibile se la tassa è inferiore ai 1.000 €.
Il modello da compilare e le relative istruzioni sono disponibili a questo link sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dal momento che anche questo tipo di pagamento è stato interamente informatizzato.

Ci sono inoltre i costi notarili, che influiscono sensibilmente anche in proporzione al valore dell’eredità. Non è inoltre possibile tralasciare che, se nell’eredità sono coinvolti degli immobili, pur se rientranti nell’importo previsto dalla franchigia, vanno versate le imposte ipotecaria e catastale e l’imposta di trascrizione, con importi variabili a seconda della classificazione catastale.

Per maggiori chiarimenti e per districarsi tra delle trafile burocratiche non sempre semplici per chi è a digiuno della materia è preferibile affidarsi alla consulenza di uno studio legale che abbia una buona esperienza e specializzazione in materia di diritti successori: scopri di più a questo link, dove sono elencate anche le questioni che possono sorgere quando ci sia un’eredità da assegnare.